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ASIA/KAZAKHSTAN - La cura come linguaggio  di pace:  religioni in dialogo sulla dignità dei bambini vulnerabili

ASIA/KAZAKHSTAN - La cura come linguaggio di pace: religioni in dialogo sulla dignità dei bambini vulnerabili

Friday, October 2, 2026
Astana – La cura dei bambini affetti da malattie incurabili, la tutela della loro dignità e il contributo che le religioni possono offrire nel rispondere alla vulnerabilità umana. Sono questi i temi al centro del Secondo Colloquio congiunto tra il Kazakhstan’s International Center for Interfaith and Interreligious Dialogue e il Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede, in programma al Museo Nazionale di Astana il 2 e 3 ottobre. La delegazione della Santa Sede al Colloquio è guidata dal Cardinale George Jacob Koovakad, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso che incontrerà il vicepresidente della Repubblica del Kazakhstan e Capo del Segretario del Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali, Erlan Karin.L'incontro, intitolato “Promuovere la salute, promuovere la pace: un impegno condiviso per la cura dei bambini vulnerabili”, riunisce rappresentanti delle istituzioni, esponenti di comunità religiose, pediatri, specialisti di bioetica e teologia, studiosi ed esperti. Secondo il programma ufficiale, il confronto si sviluppa attorno a tre ambiti: i fondamenti etici della cura dei bambini e la solidarietà interreligiosa; la protezione dei diritti e della dignità dei bambini nel contesto della malattia; lo sviluppo della cooperazione medica, scientifica e istituzionale. Un'attenzione specifica sarà dedicata anche alle opportunità e alle questioni etiche legate all'impiego dell'intelligenza artificiale in pediatria.Al centro dei due giorni di dialogo vi è una questione morale fondamentale: come garantire a un bambino affetto da una malattia incurabile non soltanto cure mediche appropriate, ma anche il pieno rispetto della sua dignità umana e la dovuta attenzione ai bisogni psicologici, sociali, familiari e spirituali?La dignità di un bambino non è sminuita dalla malattia, né dipende dalla possibilità di una guarigione completa. È questo il principio che orienta anche il confronto sulla “Carta dei diritti del bambino affetto da malattia incurabile”, elaborata dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il documento pone il bambino anzitutto come persona, non come semplice paziente o caso clinico, e richiama il diritto a essere accompagnato e curato anche quando la medicina non può più guarire. La Carta del Bambino Gesù, elaborata nel 2018, è già parte del ampio dibattito internazionale sui diritti dei bambini con malattie inguaribili e sulle cure palliative pediatriche.In questa prospettiva, il dovere di cura non viene meno quando termina la possibilità di una terapia risolutiva. Al contrario, comprende l'alleviamento della sofferenza, l'accompagnamento del bambino e della famiglia, il sostegno psicologico e, quando richiesto, anche l'attenzione alla dimensione spirituale. Il dialogo di Astana va così oltre le questioni strettamente mediche. Tocca il valore della vita umana, il significato della cura e la responsabilità della società verso chi è più fragile. Ed è proprio qui che il dialogo interreligioso assume una dimensione concreta: tradizioni religiose differenti, pur partendo da prospettive teologiche diverse, possono incontrarsi nella difesa della dignità e dei diritti dei bambini e nella costruzione di una cultura della cura.Un secondo fronte riguarda l'intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie stanno offrendo strumenti sempre più avanzati per la diagnosi, l'analisi dei dati e il supporto alle decisioni cliniche. Ma il loro sviluppo pone interrogativi sulla responsabilità, sulla protezione dei dati personali, sull'equità nell'accesso alle cure e sul ruolo dei medici. La questione di fondo è evitare che il paziente venga ridotto a una somma di dati: la tecnologia può assistere la cura, ma non sostituire la relazione umana che della cura è parte essenziale.Per il Kazakhstan, la protezione dei bambini vulnerabili si inserisce in un percorso più ampio di collaborazione con la Santa Sede sul terreno del dialogo interreligioso. Il Paese ha fatto del Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali, istituito ad Astana nel 2003, una delle principali piattaforme internazionali di confronto tra rappresentanti delle diverse tradizioni religiose. Papa Francesco partecipò personalmente al VII Congresso nel settembre 2022, sottolineando il ruolo delle religioni nella costruzione della pace e nella difesa della dignità umana.Da quel percorso è nata una collaborazione più strutturata con la Santa Sede: i primo Colloquio congiunto tra il Dicastero per il Dialogo Interreligioso e il Kazakhstan’s International Center for Interfaith and Interreligious Dialogue si è svolto a Roma nell'aprile 2024. La questione dei bambini vulnerabili è diventata uno dei terreni concreti di questa collaborazione. Nel 2025, durante l'VIII Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali ad Astana, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù aveva proposto alle autorità religiose e politiche la costruzione di una “cultura della cura”, a partire dai bambini più fragili, e aveva siglato una lettera d'intenti con l'University Medical Center della capitale kazaka.Il Secondo Colloquio rappresenta una nuova tappa: dal dialogo sulle grandi questioni della pace a una collaborazione che cerca di misurarsi con una domanda molto concreta, quella di come una società possa prendersi cura dei suoi membri più vulnerabili.In tale prospettiva, la salute e la cura diventano temi che si legano alla pace. Perché proteggere un bambino malato significa riconoscere che nessuna persona perde valore quando diventa fragile, dipendente dagli altri o impossibilitata a guarire. E significa chiedere a istituzioni, professionisti sanitari, famiglie, società civile e comunità religiose di concorrere, ciascuno secondo la propria responsabilità, a una stessa cultura della cura, ponendo il dialogo a servizio alla persona e alla pace.